Pineta GrandePineta Grande

Tra 50 mila accessi l’anno e un bacino di oltre 400 mila residenti, la struttura di Castel Volturno è diventata un nodo strategico della sanità campana.

Un presidio essenziale tra Caserta e Napoli

Nel dibattito sulla sanità campana c’è una realtà che merita attenzione particolare: il Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. In un territorio caratterizzato da una forte crescita demografica, importanti flussi turistici stagionali e una storica carenza di strutture pubbliche, il presidio rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento per l’emergenza-urgenza tra le province di Caserta e Napoli.

Secondo i dati resi pubblici dalla stessa struttura, il Pronto Soccorso registra circa 50.000 accessi l’anno ed è inserito nella rete regionale dell’emergenza 118-SIRES, garantendo assistenza continuativa 24 ore su 24. Inoltre, il bacino territoriale servito supera i 400.000 abitanti.

Un territorio con pochi punti di riferimento

Per migliaia di cittadini residenti a Castel Volturno, Mondragone, Villa Literno, Cellole, Cancello ed Arnone, Falciano del Massico e nella fascia costiera tra Lago Patria e il basso casertano, il Pineta Grande rappresenta spesso il presidio più vicino.

Le principali alternative sono l’Ospedale Moscati di Aversa, l’ospedale di Pozzuoli, il Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e il San Rocco di Sessa Aurunca, tutti collocati a distanze che possono superare i 30-40 chilometri per una parte significativa dell’utenza. In caso di emergenza tempo-dipendente – infarti, ictus, traumi maggiori – ogni minuto può fare la differenza.

La richiesta di aumento del budget

Nelle scorse settimane la proprietà del Gruppo Pineta Grande ha rilanciato una richiesta precisa alla Regione Campania: aumentare il budget annuale assegnato alla struttura da circa 83 milioni di euro a 100 milioni di euro.

Secondo quanto dichiarato dal presidente Vincenzo Schiavone, il problema nasce dall’elevato volume di attività svolta oltre i limiti di spesa programmati. La struttura sostiene infatti di aver erogato prestazioni di emergenza e urgenza non ancora remunerate per oltre 15 milioni di euro, situazione che aveva persino fatto ipotizzare una sospensione del servizio di Pronto Soccorso.

Una richiesta plausibile?

Dal punto di vista dei numeri, la richiesta appare difficilmente liquidabile come eccessiva. Se un presidio gestisce circa 50.000 accessi annui e funge da riferimento per un’area di oltre 400.000 residenti, è ragionevole domandarsi se l’attuale finanziamento sia coerente con il carico assistenziale effettivamente sostenuto.

Naturalmente la Regione Campania deve garantire l’equilibrio dell’intero sistema sanitario e ogni aumento di risorse destinato a una struttura comporta scelte e priorità a livello territoriale. Tuttavia il caso Pineta Grande pone una questione più ampia: quando una struttura privata accreditata svolge funzioni che nei fatti alleggeriscono in modo significativo la rete ospedaliera pubblica, il sistema deve adeguare i finanziamenti alla domanda reale di assistenza oppure continuare a ragionare esclusivamente in termini di tetti di spesa?

Una questione che riguarda tutto il Mezzogiorno

La vicenda di Castel Volturno va oltre i confini della provincia di Caserta. Rappresenta infatti uno dei nodi irrisolti della sanità meridionale: la distanza tra programmazione amministrativa e bisogni effettivi dei territori.

Con 314 posti letto accreditati, oltre 1.200 dipendenti e uno dei Pronto Soccorso più frequentati della Campania, il Pineta Grande è oggi un attore centrale dell’assistenza sanitaria nell’area domizia. La discussione sul suo finanziamento non riguarda soltanto una singola clinica, ma il futuro della rete dell’emergenza per centinaia di migliaia di cittadini.

Nel frattempo va risolto come pagare i dipendenti ed i fornitori: vanno fatti rapidamente i conti e, se tutto corrisponde e non si è fuori dalla media regionale e nazionale, la Regione provveda, considerando anche l’ampliamento e il miglioramento infrastrutturale di Pineta Grande, a fronte del nulla pubblico in quella zona.