Siamo alla vigilia delle elezioni politiche. C’è il solito silenzio assordante da parte di tutti i partiti calabresi. Nessuno si scandalizza per i diciannove seggi  assegnati alla Calabria. Come spesso accade, non andranno tutti ai calabresi. Nessuno parla, perché magari alle prossime elezioni “lo faremo noi” oppure perché “lo abbiamo già fatto in passato”. Come sempre la colonia Calabria,  con i suoi politici servili facilmente ricattabili ed accontentabili con qualche poltrona e varie prebende, resta muta di fronte alle candidature di politici di altri territori che “scendono” in Calabria solo quando c’è da spolpare l’osso.

I candidati non calabresi compaiono dal nulla

Ci riferiamo in particolare a Maria Elena Boschi di Azione-Italia
Viva, Matteo Salvini della Lega, Luigi Di Maio di Impegno Civico, Antonio Ingroia di Italia Sovrana e Popolare, Roberto Scarpinato del Movimento 5stelle.

Questi  due capilista di altri due partiti sono De Magistris e Cafiero De Raho,  il primo presentato in precedenza come capolista di due altri partiti, ma, a differenza degli altri questi,
hanno lavorato nelle procure calabresi.

Sul Ministro Luigi Di Maio è inutile esprimersi perché ci ha già pensato la storia degli ultimi tre Governi. E’ necessario invece soffermarsi maggiormente sugli altri due candidati sopra
citati. Matteo Salvini candidato in Calabria si potrebbe definire un ossimoro: il suo partito fonda l’azione politica sul mantenimento dei privilegi economici di cui gode il nord da 162 anni, e lui
viene a prendere i voti dalle sue vittime “autolesioniste”., “masochiste” o “stranamente interessate”.  Lo ha già fatto quattro anni fa, e tra i vari posti in cui venne eletto scelse proprio il seggio calabrese, facendoci perdere un rappresentante.

Il doppio scopo dei partiti tosco-padani

Infatti meno meridionali ci sono in Parlamento, più sarà facile ostacolare l’applicazione della cosiddetta “legge del 34%” che dovrebbe ripartire in modo più equo le risorse ai territori.  Ora Salvini ripropone il giochino, forte della cialtroneria di una parte degli elettori calabresi e del bieco servilismo di politici calabresi che, per ora, aderiscono alla Lega esclusivamente per curare i propri interessi.

Il  fallimento del PD in Alto Adige

Dulcis in fundo la campionessa della distruzione, la toscana Maria Elena Boschi che, su ordine del suo protettore Matteo Renzi, quattro anni fa fu candidata ed eletta a Bolzano, portando alla
distruzione del PD altoatesino. Molti dirigenti del PD altoatesino dimostrarono di non essere dei servi sciocchi come i politici calabresi, e si ribellarono a tale candidatura.

Alle successive elezioni provinciali il PD perse così tanti voti che per la pima volta il Sudtiroler Volkspartei fu costretto a fare la Giunta con la Lega.

Votare calabresi oppure non votare

Noi ci auguriamo che gli elettori calabresi, colpiti improvvisamente da uno sconosciuto moto di orgoglio, si rifiutino di votare per i cinque partiti che abbiamo citato, perché il voto dato a loro
toglierà alla Calabria cinque rappresentanti. Se non avete intenzione di votare non votate. Ma se avete intenzione di votare non comportarvi da colonizzati e votate per la vostra terra, non per gli interessi di altri, che sono solo di passaggio. E ne abbiamo visti fin troppi.

Meridionalisti

Coordinamento Calabria

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