Nel primo semestre del 2026 sono stati 882 i Comuni chiamati alle urne — il Centro‑destra guida la tornata con il 52% dei municipi, il Centro‑sinistra al 34%, Civiche ed Autonomisti 14%.
Analisi e il nuovo scenario
La partecpazione al voto è stata stavolta decente, con un 60% medio di votanti. Questo dimostra la maggiore affezione alla politica di prossimità piuttosto che a quella lontana e con un sistema elettorale trasformato in un salottificio deciso a tavolino.
Alle amministrative di maggio 2026 il Centro‑destra ha consolidato la propria leadership a livello nazionale conquistando la maggioranza dei comuni in voto (circa il 52% del totale), con performance particolarmente forti nel Nord e in molte regioni del Centro. Il Centro‑sinistra mantiene capisaldi e importanti successi territoriali (circa 34%), soprattutto nelle regioni tradizionalmente a sinistra e in alcune grandi città; le liste civiche, autonomiste e le formazioni locali raccolgono invece una quota significativa di consensi (14%), più evidente nelle aree montane e nei piccoli centri. I risultati mostrano una frammentazione locale che rende ancora rilevante il ruolo dei candidati civici e delle alleanze territoriali nelle future competizioni politiche. Auspichiamo che questo sia il futuro prossimo per evitare spopolamento e povertà delle “periferie”.
Sicilia e Sardegna tra speranza e disillusione
Sicilia 74 comuni al voto (Cd 55% / Cs 30% / Autonomisti/Civiche 15%); Sardegna 148 comuni (Cs 60% / CdR 30% / Autonomisti/Civiche 10%).
Sicilia (74 Comuni)
- Esito: ha prevalso il Centro‑destra.
- Percentuali stimate: Cd 55% — Cs 30% — Misto 10%
- Il vantaggio del Cd si è realizzato nei comuni dell’entroterra; le liste civiche sono state decisive nei piccoli centri.
Sardegna (148)
- Esito: prevale Centro‑sinistra.
- Percentuali stimate: Cs 60% — Cd 30% — Autonomisti/Civiche 10%.
- Il punto chiave qui è stato il radicamento del Cs nei capoluoghi di provincia mentre il Cd è stato competitivo in alcune aree costiere.
Un Sud in continua ebollizione
Nel Mezzogiorno continentale (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo) il quadro è variegato ma indica una tendenza attuale favorevole al Centro‑destra, che ha raccolto la maggior parte dei comuni al voto in regioni come Basilicata, Calabria e Puglia; restano però confermate le aree storicamente legate al Centro‑sinistra, in particolare in alcune province urbane della Campania e in territori a tradizione amministrativa progressista. Le liste civiche e le sigle locali ottengono risultati rilevanti soprattutto nel Molise e in comuni piccoli dell’Abruzzo, dove il fattore personale e le reti locali pesano più della collocazione parlamentare. Complessivamente il Sud continentale mostra una competitività aumentata: il Centro‑destra avanza grazie a campagne mirate e mobilitazione elettorale, ma il Centro‑sinistra conserva punti di forza nelle aree metropolitane e nei territori dove sono state mantenute amministrazioni locali stabili.
Questa la prima analisi, con dati alla mano, che abbiamo prodotto. A breve una analisi di maggiore profondità che potrà servire in prospettiva delle elezioni politiche ed amministrative del 2027.
