Malta e Italia: qui spieghiamo perché i carburanti costano così tanto in meno sull’isola del Mediterraneo, e abbiamo anche una proposta semplice e temporanea per fronteggiare questa crisi.
Mentre milioni di automobilisti italiani continuano a fare i conti con il caro carburanti, esiste un Paese europeo che sembra vivere una realtà completamente diversa: Malta. Nonostante l’isola importi gran parte della benzina e del gasolio consumati sul proprio territorio, spesso proprio dall’Italia, i prezzi alla pompa sono tra i più bassi dell’Unione Europea. zerosette.it
Il confronto dei prezzi
Secondo i dati più recenti del bollettino europeo sui carburanti, a Malta la benzina costa circa 1,34 euro al litro, mentre il diesel si attesta intorno a 1,21 euro al litro. In Italia, invece, i valori medi sono pari a circa 2,02 euro per la benzina e 2,24 euro per il diesel. fuel-prices.eu
La differenza è impressionante:
- quasi 70 centesimi al litro sulla benzina;
- oltre 1 euro al litro sul diesel. fuel-prices.eu
Per una famiglia che percorre molti chilometri ogni anno, ciò significa centinaia di euro di spesa aggiuntiva rispetto a un cittadino maltese.
Il paradosso: Malta importa carburante dall’Italia
La questione diventa ancora più interessante se si considera che Malta non dispone di significative risorse petrolifere e dipende quasi totalmente dalle importazioni. Una quota rilevante dei carburanti raffinati acquistati dall’isola proviene proprio dall’Italia e dalle raffinerie della Sicilia. Nel 2024 circa il 39% dei prodotti petroliferi importati da Malta arrivava dal nostro Paese. giornalesera.com
In altre parole, Malta acquista carburante dall’Italia, lo trasporta via mare e riesce comunque a venderlo ai consumatori a prezzi molto inferiori.
La differenza sta nelle scelte politiche
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il vantaggio maltese non deriva semplicemente da una tassazione inesistente. Al contrario, l’incidenza fiscale sul carburante risulta significativa e, secondo diverse analisi, in alcuni casi non distante da quella italiana. giornalesera.com
La vera differenza consiste nel fatto che il governo maltese interviene direttamente sul mercato attraverso:
- prezzi regolati;
- meccanismi di compensazione pubblica;
- sussidi destinati a contenere gli aumenti;
- strategie di stabilizzazione finalizzate a proteggere cittadini e attività economiche. zerosette.it
Di conseguenza, quando le quotazioni internazionali del petrolio aumentano, l’impatto sui consumatori maltesi è molto più contenuto rispetto a quanto avviene in Italia e in gran parte dell’Europa.
Quanto costa la differenza ai cittadini italiani?
Prendendo come riferimento un pieno da 50 litri:
- in Italia si spendono circa 101 euro;
- a Malta circa 67 euro.
Il risparmio supera quindi i 34 euro per ogni pieno di benzina, mentre nel caso del diesel può essere anche superiore. fuel-prices.eu
Per chi utilizza quotidianamente l’automobile per lavoro o per necessità familiari, il divario diventa particolarmente rilevante.
La proposta dei Meridionalisti: prezzi amministrati europei per un anno
Come meridionalisti e come cittadini italiani, riteniamo che il caso maltese debba aprire una riflessione seria all’interno delle istituzioni nazionali ed europee.
L’energia e i carburanti non sono beni qualsiasi. Da essi dipendono il costo dei trasporti, delle merci, della logistica, dell’agricoltura e, in ultima analisi, il potere d’acquisto dei cittadini.
Per questo proponiamo che l’Unione Europea valuti l’introduzione di un sistema straordinario di prezzi amministrati o calmierati per benzina e gasolio, valido per dodici mesi o comunque fino al superamento dell’attuale fase di instabilità energetica.
Una misura temporanea di questo tipo potrebbe:
- ridurre l’inflazione;
- alleggerire le spese delle famiglie;
- sostenere le piccole e medie imprese;
- migliorare la competitività economica delle regioni periferiche e insulari;
- contrastare fenomeni speculativi nei mercati energetici. fuel-prices.eu
Naturalmente tale intervento dovrebbe essere accompagnato da investimenti strutturali nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica, nella mobilità diversificata e nelle infrastrutture strategiche europee, affinché l’emergenza non diventi una dipendenza permanente dai sussidi.
Conclusione
L’esempio di Malta dimostra che esistono margini di intervento politico per contenere il costo dei carburanti e proteggere cittadini e imprese. giornalesera.com
La domanda che oggi la politica italiana ed europea dovrebbe porsi è semplice: se un piccolo Stato del Mediterraneo può garantire prezzi più bassi e stabili ai propri cittadini, perché non si può studiare una soluzione temporanea analoga per sostenere l’intera economia europea durante una fase ancora caratterizzata da forti incertezze energetiche?
