Il problema in sintesi
Il Sud Italia occupa la posizione geografica più favorevole del Mediterraneo per connettere l’Europa con l’Africa e l’Asia. Eppure nel 2026 resta una delle regioni europee peggio collegate al proprio interno e con il resto del continente. Questo non è un difetto naturale: è il risultato di 160 anni di scelte politiche sistematicamente orientate altrove.
Il deficit infrastrutturale del Mezzogiorno è stimato da SVIMEZ in oltre 60 miliardi di euro rispetto alla media nazionale. L’Alta Velocità ferroviaria si ferma a Salerno. Decine di capoluoghi di provincia non hanno un collegamento autostradale completo. I porti del Sud movimentano merci a una frazione della loro capacità potenziale. La banda larga ultraveloce copre meno del 50% delle abitazioni in molte aree interne. Il trasporto locale — treni regionali, autobus, metropolitane — è cronicamente sottofinanziato.
Colmare questo divario non è solo una questione di giustizia territoriale. È una condizione per la competitività dell’intero sistema-Italia e per l’integrazione reale del Mezzogiorno nel mercato europeo.
La nostra visione
Il Sud deve diventare il principale hub logistico e di transito tra l’Europa, il Mediterraneo, l’Africa e l’Asia. Questo significa trasformare porti, aeroporti, ferrovie e reti digitali in un sistema integrato e competitivo a livello europeo — non una somma di infrastrutture isolate, ma una rete multimodale che connette il Sud a se stesso e al mondo.
Il tutto in coerenza con i principi dello Statuto: valorizzazione delle risorse territoriali, federalismo solidale europeo, gestione locale delle risorse, riduzione delle disuguaglianze sostanziali, economia ecocompatibile.
Gli obiettivi
- Completare la rete ferroviaria ad Alta Velocità fino a Reggio Calabria entro il 2030, con connessioni a tutti i capoluoghi di regione del Sud.
- Portare tutti i capoluoghi di provincia del Mezzogiorno a essere raggiunti da rete autostradale entro il 2032.
- Integrare i porti del Sud nella rete TEN-T (Trans-European Transport Network) e aumentarne la quota di traffico merci del 40% entro il 2035.
- Garantire copertura banda ultralarga (FTTH) al 100% delle abitazioni e delle imprese del Sud entro il 2028, in linea con gli obiettivi del Digital Decade europeo.
- Creare un sistema di trasporto locale integrato e sostenibile nelle aree metropolitane e nelle aree interne del Mezzogiorno.
- Ridurre il tempo medio di percorrenza ferroviaria tra i capoluoghi meridionali del 40% entro il 2030.
Le azioni proposte
1. Ferrovie e Alta Velocità
Completare il tracciato AV/AC Salerno–Reggio Calabria e Napoli – Bari AV/AC, con cantieri avviati entro il 2026 o in avanzamento, inserendolo come priorità assoluta nel contratto di programma RFI. Attivare i corridoi ferroviari merci nel Sud come parte integrante della rete europea TEN-T Corridoio Scandinavia-Mediterraneo. Ammodernare e potenziare le linee regionali — a partire da quelle che collegano le aree interne ai nodi principali — con treni moderni, orari cadenzati e integrazione tariffaria. I capoluoghi di provincia vanno collegati tra loro con servizi ferroviari adeguati. Va completata la tratta Jonica, che unisce Puglia, Lucania e Calabria, mettendo in condizione di far viaggiare persone e merci in modo rapido, economico e pulito per l’ambiente.
2. Strade e autostrade
Completare il sistema autostradale del Sud garantendo il collegamento tra tutti i capoluoghi di provincia. Risolvere definitivamente le opere incompiute — a partire dalla Salerno–Reggio Calabria nei tratti ancora critici — e avviare la manutenzione straordinaria della rete esistente. Costruire i collegamenti intermodali tra autostrade, porti, aeroporti e nodi ferroviari: oggi mancanti o insufficienti in quasi tutto il Mezzogiorno. Vanno ripristinate le vie di collegamento interne, spesso in condizioni pietose e con cantieri aperti da anni, e vanno rimessi a posto in tempi brevi viadotti e cavalcavia, spesso necessari ad evitare l’isolamento delle aree interne.
3. Porti e logistica marittima
Ammodernare i principali porti del Sud — Gioia Tauro, Taranto, Napoli, Bari, Brindisi — per renderli competitivi con i grandi hub mediterranei. Integrare il porto di Gioia Tauro nel progetto di corridoio europeo come gateway tra Suez e l’Europa. Potenziare la navigazione a corto raggio (Short Sea Shipping) come alternativa sostenibile al trasporto su gomma. Inserire i porti meridionali nello “Spazio europeo di trasporto marittimo senza frontiere” con procedure doganali semplificate. I porti vanno elettrificati senza più attese, in particolare quello di Napoli, dove negli ultimi anni a volte vediamo ferme e con i motori a gasolio accesi, anche tre o quattro navi da crociera che devono supportare le esigente di oltre 10.000 persone, aumentando l’inquinamento in città a livelli parossistici e dannosi.
4. Aeroporti e connettività aerea
Potenziare gli aeroporti esistenti del Sud con infrastrutture cargo e collegamenti intermodali con le stazioni ferroviarie. Promuovere la co-modalità: collegamento diretto treno-aereo per i principali scali (Napoli, Bari, Lamezia Terme, Salerno). Sostenere lo sviluppo di rotte dirette verso i principali hub europei e verso i paesi africani e del Mediterraneo orientale, valorizzando la posizione geografica del Sud come porta d’Europa verso il continente africano.
5. Banda larga e connettività digitale
Accelerare il Piano Italia 1 Giga e la copertura a banda larga delle aree grigie e bianche del Mezzogiorno, dove oggi la copertura è ancora insufficiente. Garantire la connettività digitale nelle aree interne come condizione per il lavoro da remoto, la telemedicina, la scuola e lo sviluppo delle imprese locali. Prevedere incentivi specifici per le imprese digitali che scelgono di insediarsi nelle aree interne del Sud. La connettività digitale è infrastruttura tanto quanto una ferrovia: va finanziata e garantita con la stessa priorità.
6. Ponte sullo Stretto e connessione con la Sicilia
Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina deve essere separato dalla questione più ampia della connettività del Mezzogiorno. Indipendentemente dalla decisione finale sul Ponte — che rimane politicamente controversa e tecnicamente complessa — è urgente migliorare i collegamenti marittimi e ferroviari tra Calabria e Sicilia, ridurre i tempi di traghettamento e garantire che le merci e le persone non perdano ore ogni volta che attraversano lo Stretto. Il nodo dello Stretto è un collo di bottiglia logistico che penalizza l’intero Sud peninsulare: va risolto ora, con o senza il Ponte. Vanno fatti interventi complessivi per ammodernare le flotte di collegamento marittimo dando anche prezzi adeguati e non in costante crescita. Questi ultimi fattori, comuni anche alle altre isole, rendono un pessimo servizio all’offerta turistica.
7. Transizione verde nelle infrastrutture
Ogni nuova infrastruttura deve essere progettata e valutata secondo criteri di sostenibilità ambientale, in linea con il Green Deal europeo e con i principi del nostro Statuto. Questo significa: elettrificazione completa delle linee ferroviarie, porti con alimentazione da terra per le navi (cold ironing), aeroporti con obiettivi net-zero al 2040, strade progettate per l’integrazione con la mobilità elettrica. Le infrastrutture del futuro non possono ripetere gli errori ambientali di quelle del passato. Va inoltre finanziata a costo zero, invece di offrire denari al ricambio delle auto, l’installazione di fotovoltaico, sia domestico che aziendale. Va reso obbligatorio il fotovoltaico per i fabbricati pubblici.
Gli indicatori di risultato
Proponiamo di misurare i progressi con questi indicatori:
Copertura AV ferroviaria al Sud (% capoluoghi di regione collegati): obiettivo 100% entro il 2030. Tempo medio di percorrenza ferroviaria tra capoluoghi meridionali: obiettivo -40% entro il 2030. Volume merci nei porti del Sud: obiettivo +40% entro il 2035. Copertura FTTH nelle abitazioni del Mezzogiorno: obiettivo 100% entro il 2028. Capoluoghi di provincia collegati alla rete autostradale: obiettivo 100% entro il 2032. Quota modale ferrovia nel trasporto merci al Sud: obiettivo raddoppio entro il 2035.
Fonti e documenti
SVIMEZ, Rapporto sul Mezzogiorno 2025 https://www.svimez.info/rapporto-2025/
Commissione Europea, Orientamenti per la rete TEN-T (Regolamento UE 1315/2013 e revisione 2024) https://transport.ec.europa.eu/transport-themes/infrastructure-and-investment/trans-european-transport-network-ten-t_en
MIMS, Piano Generale dei Trasporti e della Logistica https://www.mit.gov.it/
Agenzia per la Coesione Territoriale, Fondi strutturali per le infrastrutture nel Mezzogiorno (2021-2027) https://www.agenziacoesione.gov.it/
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) — Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile https://www.governo.it/it/approfondimento/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/16782

